Arrivate al velamare da allievi, diventate bravi marinai,
girate il mondo e tornate a insegnarci pieni di nuove esperienze da trasmettere e storie di mare da raccontare. Noi non vi imbarchiamo come allocchi per una gita turistica nell’arcipelago della Maddalena, vi insegnamo a navigare per davvero.
Ed ecco nuovi amanti del mare che lo rispettano perché lo capiscono e lo amano.
Ecco nuovi modi di andare in barca, nuove tecniche di navigazione, regata, ancoraggio e manovra. Ecco la vela che si evolve: plana veloce con l’istinto e tanta tela quanto è larga piazza del Duomo e naviga con la ragione e nuovi strumenti
per calcolare anche le emozioni. Si appesantisce e attraversa gli oceani tirandosi dietro cantine e solai e si alleggerisce come le farfalle per vincere le regate.
La vela è questa, diversa e multiforme, versatile e bellissima. Soprattutto va avanti, e il Velamare lo sa. Qui, chi ha da insegnare parte più spesso dal pontile che dai libri di tecnica. Si va in barca per davvero e proprio qui sta il gioco.
Il risultato è che vi affezionerete al Velamare e alla vela, al Velamare e al mare, commuovendovi quando ve ne dovrete andare, facendo carte false per rimanere alla base a guardare i tramonti. Diventerete amici per la pelle di persone di qualsiasi età, perché qui l’importante è solo saper ascoltare le raffiche e mettere in barca chi si è veramente. La “vela”, ora l’avete capito, è enormemente più grande delle quattro lettere che compongono questa piccola parola.