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Ti scotti e giri alla larga dal fuoco,
inciampi e guardi
dove metti i piedi, passi una notte sottozero e non dimentichi più
il tuo pigiamino. Il trucco sta tutto qui: la mamma avrebbe anche
potuto tatuarti canottiera di lana sulla fronte, ma sarebbe
servito a poco se linverno non ti avesse insegnato a essere
più saggio.
Per la vela vale lo stesso discorso: ti bastano una barca e qualcuno
che non ti faccia troppo da mamma. Anzi, gli istruttori del Velamare
faranno in modo di fartela dimenticare apposta la canottiera, faranno
in modo di farti inciampare apposta nelle cose basilari, così
poi sarai tu,
dopo una giornata di lavoro, a raccontare quanto siano importanti.
Si chiama metodo induttivo, è il più naturale
del mondo, così naturale che imparano tutti, anche i motoscafi.
Ti diamo un obiettivo da raggiungere,
ci si lavora insieme tutto il giorno e il gioco è fatto: la
lezione serale non servirà ad altro che a confermare le cose
che ti hanno detto il mare e la barca. Un modo per imparare senza
accorgersene, prendendo solo il bello della vela. Un metodo-non metodo
spontaneo, efficace e collaudato che proviene dallUniversità
di Harward, dove veniva applicato nella formazione dei capi dazienda.
E che in barca funziona alla grande.
Ma al Velamare non imparano solo gli allievi: quella che chiamiamo
formazione permanente continua a far girare le rotelle
anche a chi ti insegna. Per un istruttore del Velamare non cè
mai niente di scontato, e ogni occasione è buona per rimettersi
in discussione e imparare. Dal mare,
dal vento, dai suoi allievi. Qui a golfo Saline mentre si insegna
si cresce, come velisti, come istruttori e come persone, e tutto è
in continua evoluzione.
Ci piacerebbe dire che queste cose le abbiamo inventate tra le onde
del nostro golfo ma, semplicemente, le applichiamo alla vela. E lei
va avanti. |
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