Alla Casa del Mare siete tutti suoi ospiti. Tra eucalipti
e bacche di mirto, chiedete al mare ogni cosa, sarà a vostra disposizione. Perché qui, come ognuno dentro la sua casa, lui è perfettamente a suo agio. Onde alte metri e acqua che nebulizza, vento di Ponente, Levante, Ostro o Tramontana, quando in Sardegna tutto ribolle ogni marinaio del Velamare si ritrova qui, nell’occhio del ciclone, dove tutto è tranquillo. Con le barche al pontile ma la testa che dà i terzaroli e i muscoli di bolina nell’arcipelago più bello del mondo. Mollate pure gli ormeggi, fate passare le miglia sotto le carene incrostate, buttate le ancore nelle insenature di tutti gli oceani del globo, passate più ore di volo possibili sotto l’ombra del vostro gennaker, vincete tutte le regate, tanto poi ritornerete qui. A ripararvi e a imparare.
A raccontare e a insegnare. A salpare con nuove barche o a rinforzare gli ormeggi di quelle che già conoscete. Il tempo gira. Come in oceano, giorno-notte-notte-giorno sopra la vostra testa. Qui il vento è il vostro vicino di casa. Di notte bussa alle porte delle stanze, di giorno soffia tra le vele e nelle saline con gli aironi. Casa del Mare, golfo delle Saline, Sardegna. Qui tutto a posto. Qui tutto ha il suo posto. Tutto è in movimento. Il pesce appena pescato in sala da pranzo. Le vele in attrezzeria. Gli allievi in aula. Gli aperitivi in veranda. I romantici in terrazza.
Per favore, non fermatevi a chiacchierare in cucina, il cuoco si arrabbia.

È quasi impossibile vederla, la Casa del Mare. Si nasconde fra i cespugli di mirto, i grandi eucalipti e la macchia mediterranea, così vicina alla natura da farne quasi parte.
Ma una casa è una casa: i suoi marinai riposano in casette in muratura da sei letti con ingresso indipendente e bagno, imparano la teoria nella grande aula didattica, pranzano all’ombra della veranda, e giocano, ridono e si innamorano in terrazza, guardando giù, nel golfo, le barche passare.