|
1/5 TAHAA
Partiamo di buon ora per rientrare: abbiamo quasi esaurito l'acqua e
vogliamo fermarci alla Moorings per rifornirci prima di ancorarci a
Tahaa (c'Ë una festa a Patio, la sera, e non vogliamo perdercela). Purtroppo,
il vento da N, su cui contavamo per un'andatura spedita, cala di colpo
e, a vela (specialmente con la nostra) non si riescono a raggiungere
i 3 nodi, quindi ci dobbiamo sorbire una smotorata, con vele lasciate
pi˜ per immagine che per reale utilitý. Per di pi˜, l'onda lunga dell'oceano
miete vittime: Gloria, Rossella e Maurizio sono KO. Entriamo a Raiatea
da Passe Rautoanui, che non presenta difficoltý, anche se Ë ben individuabile
soltanto da molto vicino. Durante la navigazione abbiamo agganciato
qualcosa con la lenza a traino, ma era probabilmente un pesce troppo
grosso e ci strappa lenza e testarossa. Al marina Moorings non c'Ë nessuno,
ma troviamo il modo di ormeggiare (Maurizio impeccabile, il Fede un
po' meno) e di forzare i rubinetti in banchina. Pieno d'acqua e doccia
sul molo per tutti, poi si parte per Baie Haamene, all'Hybiscus Restaurant,
che ci fornirý un gavitello per la notte e un passaggio in auto per
la festa di Patio (scopriremo che si tratta nientemeno che dell'elezione
di Miss Tahaa 99). Vicino al ristorante c'Ë la Fondazione Hybiscus,
che si occupa della cura e reimmissione in mare delle tartarughe marine
ferite o malate. Nei pressi del moletto ci sono vasche piene di questi
simpatici rettili. Leo, il padrone del ristorante, pare gentile e ci
propone un passaggio in camion fino a Patio (2000 CPF, pensavamo per
il gruppo, invece sono a cranio) e l'entrata allo spettacolo per 1200
CPF/pax; nulla da fare, invece, per la cena, che si sarebbe dovuta prenotare
con largo anticipo. Partiamo alle 18, tutti meno Dino, che preferisce
riposare in barca. Viaggio un po' scomodo, stipati come sardine sul
cassone del camion, e arriviamo alla piazza del villaggio, dove c'Ë
un grosso capannone al quale stanno affluendo probabilmente tutti gli
abitanti dell'isola. Come previsto, non c'Ë posto per la cena e, visto
che per lo spettacolo non si entra fino alle 21, decidiamo di cenare
alle baracchine sul piazzale (bistecca, patatine e bibita, visto che
non vendono birra e alcolici, per 1000 CPF), a parte Sandro che riesce
ad infilarsi nel capannone e a partecipare al buffet. Le miss sono notevoli
ed anche lo spettacolo divertente, ma lungo e la nottata si protrae
ben oltre le nostre canoniche 21.30-22. Solo dopo mezzanotte, Leo (ubriaco
fradicio) Ë disposto a farci accompagnare all'Hybiscus. Dopo una serrata
contrattazione per farci calare la tariffa per il trasporto, non propriamente
comodo, l'autista si rende conto che il camioncino, che peraltro all'andata
ci aveva portati tutti, al ritorno non ce la fa pi˜ e cosÏ, in quattro
dobbiamo cercarci un altro mezzo, impresa non semplice. Finalmente riusciamo
a salire su un altro camion, assieme alla "band" che aveva suonato alla
festa e che ci allieta il viaggio suonandoci una ventina di volte "Quando
calienta el sol", unico brano noto sia a noi che a loro. Divagazione
piacevole, che ci consola parzialmente del fatto che il mezzo sta andando
nella direzione opposta a quella che vorremmo noi. Scarichiamo i suonatori
e torniamo indietro: dopo un'ora di viaggio ci ritroviamo dunque nella
stessa piazza da cui siamo partiti. Carichiamo, ancora, gli scolari
di un collegio e una nonna che ci guarda non senza sospetto e si riparte,
stavolta nella direzione giusta. Dopo aver battuto tutto il territorio
di Tahaa, accompagnando gli altri per stradine infami in mezzo ad orti
e palmeti, l'autista ci porta a destinazione. Sono le tre passate e
gli altri ci aspettano in coperta, un po' perchÈ preoccupati della loro
sorte, ma soprattutto perchÈ le chiavi della barca le avevo in tasca
io
|