Claudio Forghieri

"Luna" in Croazia: 1-14 agosto 1998

A bordo: Andrea Arrigo Barbara Federica Foglia Luca Mario Michela Serena, tutti al primo bordeggio nel mar di Croazia
Luna e' un Elan 43 del 1998, noleggiato presso l'agenzia Andis di Zara.

Sabato 1 agosto '98 - l'Odissea .

L'appuntamento e' per le 3.00 del mattino all'autogrill di Verona est. Bell'orario....
Io ed Arrigo partiamo da Modena nel pomeriggio, a Mantova sistemiamo la cambusa "liquida" con Andrea, cenetta poi alle 2 la sveglia.
Riusciamo quasi ad esser puntuali all'autogrill, e mentre ingurgitiamo il primo dei tanti caffe' della giornata scopriamo che da Milano "sono un po' in ritardo". Ovvero ci sciroppiamo un'oretta di grill che a quell'ora e' uno spasso... poi arrivano i compari, nuovo caffettino, compriamo una palla per non perdere il vizio e finalmente si parte.
Al confine di Trieste iniziano i dolori. Coda mortale, tutti fermi all'alba senza speranza di andare avanti. Dopo qualche briscola e tanta pazienza usciamo indenni dalla prima dogana, siamo affamati e ci fermiamo in un bel barettino sloveno. Alcuni italiani seduti a tavolino stanno pappando un panino al prosciutto, chiediamo lo stesso e ... scopriamo che i panini non li fanno piu', solo pasta e fagioli ... alle 9 del mattino! Caffe' grazie.
Al confine croato nuova coda, e panico galattico quando i doganieri fermano la vettura prima della nostra ed aprono il bagagliaio ... la nostra auto porta la parte etilica della cambusa ... se ci controllano c'e' da ridere ... Invece passiamo tranquilli, e ci troviamo in coda a Fiume.
Sembra una fila per attraversare la citta', invece e' un mostruoso ingorgo che non finisce mai. La temperatura sale oltre i 36 gradi, se ci si ferma e si spegne l'aria condizionata inizia la cottura a bagnomaria.
Quando finalmente le auto si diradano inizia il tormentone di 300 Km di curve e asfalto bucherellato (per la cronaca e gli appassionati di telecomunicazioni, i Gsm non prendevano la linea, i telefoni pubblici pure).
Alle 18 finalmente arriviamo al mega-marina di Sukosan, quanche Km a Sud di Zara. Li' troviamo i nostri soci, Geppe, Anna e company, che hanno una barca identica alla nostra, hanno gia' fatto tutte le pratiche ed aspettano impazienti di levare le ancore.
Prendiamo possesso di Luna e aspettiamo "l'addetto" per il check in.
Ovviamente aspettiamo una vita, nel frattempo cerchiamo di scoprire i segreti dell'Elan.
La barca e' del '98, ma il cantiere non sembra aver dato il meglio di se'... L'enorme quadro elettrico e' un rebus: valvolette, salvavita e chiavi si sprecano, ma capirne il senso e' un'altra cosa... per non parlare del sistema di valvole per i tre bagni e la cucina... Anche il rollaranda (sich!) e' particolare. C'e' una specie di winch all'albero senza alcun rinvio di scotte che si controlla solo con una manetta. Per cui scopriamo che l'unico modo per agire sulla randa e' avere li' qualcuno che frena o recupera con la manetta mentre dal pozzetto si fa l'inverso agendo sulla base. Col senno di poi il sistema non e' male, ma con vento forte se sfugge la manetta partono la randa, la spalla e la testa di chi si trova nel raggio di qualche metro... sail Elan ...
Per sicurezza ci facciamo anche un giretto sotto la chiglia, per evitare spiacevoli sorprese al rientro. Non e' bello pagare per gli scogli altrui.
Quando arriva, stremato, il nostro "addetto", facciamo il check in 5 minuti circa. Ci lascia con l'impressione che della barca ne sappia meno di noi... Valvole bagni? Eccole qui. Ce ne mostra 2. Noi ne abbiamo trovato gia' 5, ma non importa... Quali batterie staccare in navigazione e in rada? Nooo, sempre tutto attaccato. Anche il frigo? Sempre.... Motore tender? Eccolo qua, un bel Tomos made in Yugoslavia quasi nuovo. Ce lo accende al volo ancora appeso in coperta, si spegne da solo ma "e' perche' non c'e' benzina..." In compenso lo spy e' talmente nuovo che ancora odora di veleria, il circuito e' tutto da inventare, ma ce la faremo....
Ormai al buio, stremati, ci cuciniamo uno spaghetto di benvenuto, facciamo 4 chiacchere con i vicini, rigorosamente italiani e finalmente precipitiamo in branda

Domenica 2 agosto '98 - Si parte

C'e' un sole che spacca le pietre. Finiamo gli ultimi lavoretti sulla barca, tipo trovare un modo decente di imprigionare a prua il tender colabrodo, e poi finalmente usciamo da Sukosan.
La gradita sorpresa e' un buon venticello che ci fa aprire immediatamente tutta la tela disponibile. Il barcone si rivela molto gradevole a vela. Siamo in vacanza!
Non possiamo passare sotto al ponte fra Ugljan e Pasman, per l'altezza dell'albero, cosi' per puntare al cuore delle Incoronate dobbiamo sorbirci tutto il canale di Pasman per passare a Sud.
All'altezza di Biograd finisce il vento. Prima di iniziare a smotorare tentiamo un primo tuffo alla traina. Sorpresa! L'acqua e' praticamente tiepida, cosi' procediamo a circa mezzo nodo di velocita' con treni di 6-7 persone in acqua attaccate a cime, piedi, scalette, parabordi....
Finalmente riusciamo a sentire per radio anche l'amico Claudio, partito da Biograd. E' a Vrgada per un tuffo, quindi concordiamo un raduno con spuntino e confronto degli itinerari a U. Zaklopica, una piccola baietta a SE di Pasman.
Purtroppo i programmi non combaciano. Lui intende di involarsi velocemente verso Sud, passando subito dalle cascate, mentre le nostre due barche decidono di girovagare un po' per le Incoronate prima di buttarsi in giu'. Arrivederci.
Per la sera puntiamo a Zut. Arriviamo in rada ormai al tramonto, evitiamo il porto e ci infiliamo dall'altra parte della baia davanti ad un piccolo ristorantino con la scritta "BAIN".
Mentre diamo ancora, su un fondo molto fondo (sich), iniziamo a prendere coscienza del problema-gavitello. Occorre ormeggiare fra barche all'ancora e barche attaccate a corpi morti, calcolando le differenti "orbite" alla ruota .... a noi poi piace fare il pacchettino a due la sera, magari filando anche qualcosa a poppa per evitare grovigli, quindi si prospettano ancoraggi ad alta ingegneria della catena.
Durante il lavoretto ci sentiamo chiamare per nome da una barca vicina. Sono gli stessi italiani che ci erano accanto in banchina a Zara. Ci propongono una cena all together alla bettola. Hanno contrattato cena di pesce per £ 20.000. Inutile dire che ci facciamo infinocchiare immediatamente ... mettiamo in acqua il "potente" Tomos e iniziamo i trasbordi. Quando siamo tutti seduti scopriamo che il menu' e' stra-fisso, mentre il prezzo no. Per iniziare un bel minestrone di verdure (!!!), manco fossimo in un rifugio alpino; a seguire un vassoio di pesci alla griglia, fra cui oratelle, buone, e proto-merluzzetti, scadenti. C'e' un pesce a testa, quindi che sceglie male s'arrangia.... Per finire crepes con marmellata. Vino e birra abominevoli. Ci sparano un bel trenta e passa mila a cranio, ma con un colpo di mano Mario, il nostro amministratore, disturbato dalla levitazione dei prezzi, s'inventa alcuni tassi di cambio "speciali". Alla fine, trasformando con la calcolatrice della signora BAIN kune in lire, lire in marchi, arrotondando e scontando ce la caviamo con una ventina di marchi a testa .... insomma, ristorante da evitare accuratamente....

lunedi' 3 agosto '98 - Intorno a Zut

Facciamo il giro di Zut da Sud. Passando diamo un'occhiata anche all'altra caletta dell'isola buona per la notte, Hiljaca. Un posticino nente male da sfruttare la prossima volta.
Nel deserto Zutski Kanal c'e' un bel vento in prua e ci facciamo dei bordi molto divertenti. Sosta per bagno e spuntino a U. Jagodnja e poi via verso il passaggino di Proversa Mala.
C'e' un gran traffico di barche, noi ci infiliamo nella profonda insenatura di Telascica e la percorriamo tutta fino in fondo, dove diamo ancora nell'omonima Uvala Telascica. Posto splendido. Ci sono varie calette interessanti anche prima, sempre con gavitelli, sempre pieni (come al solito il sole e' gia' basso all'orizzonte...).
L'unico disturbo sono sciami di vespe che imperversano un po' ovunque nella zona. Mentre ci godiamo tramonto e aperitivo arriva un barchino "ufficiale". Accosta e, novita', ci chiede della grana. "Perche'? Siamo all'ancora!" Non gliene importa un fico, sono 40 kune a testa perche' Telascica e' parco. Dopo 5 minuti di vu' compra' ci accordiamo per un forfet decisamente piu' equo, che il ragazzotto intasca senza ricevuta insieme a qualche saccone di spazza indesiderata.
C'e' la luna, la notte e' tiepida, l'aria e' talmente secca che il pozzetto e' completamente asciutto. Concludiamo la splendida giornata con un bagno di mezzanotte.


martedi' 4 agosto '98 - Il mare aperto

Finalmente c'e' il vento giusto per provare il "bambino". Il Nord-Ovest si incunea nel fiordone di Telascica e ce lo troviamo al lasco ... e su' lo spy!
Usciamo con le due barche affiancate in un bell'ingaggio colorato e poi finalmente puntiamo ad Ovest verso il mare vero. E' fantastico! C'e' un po' d'onda, un bel maestrale e il sole limpido. Incominciamo a bordeggiare per il gusto di farlo, senza una meta. Incroci al pelo, regolazioni "quasi" di fino, ingaggi, un paio d'ore di puro piacere... poi nuovamente su' il bambino e via verso il Kornatski Kanal.
La nostra meta e' la Baia Grande di Levrnaka, ma quando giungiamo li' il maestralone ha rinforzato ancora e gli angolini riparati con poco fondo sono tutti occupati. Peccato, il posto merita.
Continuiamo a Sud e ci fermiamo per bagno e pranzo a Kravljacika (Kornat). Il nostro ancoraggio e' da manuale .... in due barche riusciamo a spedare 5 volte in pochi minuti su un ignobile fondo d'alghe, prima di riuscire a bloccarci dando ancora a 3 metri da riva... vabbe', alla Bruce non piacciono le alghe... ora ne siamo certi.
La sosta non e' spettacolare, anche se il posto merita. C'e' troppo vento per godersi il bagno, e il timore di rispedare, questa volta con il pacchetto fatto, fa passare la voglia di un giretto a terra.
Per la notte puntiamo a Lopatika, che sulla carta sembra un posticino OK dal Maestrale alla Bora. Ovviamente e' gia' tardi, i soliti gavitelli sono pieni e dopo qualche giro fra ancore, grippiali e corpi morti decidiamo che non ci stiamo, quindi giu' ancora verso Lavsa.
E' un imbuto strapieno di barche. All'inizio, in una prima ansa protetta a N ci sarebbe posto, ma le profondita' sono in realta' abissi ... in fondo alla rada la maggior parte delle imbarcazioni sono su corpo morto.
Mentre passiamo facendo lo slalom fra bagnanti e scafi (che brutto bagno li') un italiano ci dice che sul fondo ci sono CM senza il gavitello, e che scendendo con la maschera lui ed altri si sono agganciati cosi' ... Boh, sara', ormai siamo cotti e cosi' facciamo partire tre sub volontari con il tender mentre noi girovaghiamo fuori in attesa del magico ritrovamento. Ovviamente non trovano altro che fango ed avanzi umani .... il tempo passa e noi siamo sempre li' in attesa di recuperare un posticino per la notte ... Alla fine ci esibiamo in un ormeggio ad alta ingegneria alla fine dell'imbuto, dove il fondale di alghe pelose accarezza pericolosamente le nostre chiglie, come sempre a pacchetto.
Due ancore a prua verso NW, piu' o meno afforcate, due ancore a poppa portate con il tender praticamente a terra, incastrate e mano sotto dei bei sassoni, con le cime che ovviamente stanno a pelo d'acqua a formare una trappola perfetta per tenderisti notturni ... Ci mettiamo qualche parabordo perche' siamo buoni, e verifichiamo che non ci possiamo muovere di un metro, anche perche' se ci muoviamo o andiamo a scogli o ci schiantiamo contro qualche barca attaccata ai CM!
L'unica cosa sgradevole e' che Lavsa e' aperta completamente a Est, e se dovesse girare il vento ce lo cuccheremmo tutto al traverso, ondina compresa... Intanto dalle due bettoline sulla riva cominciano ad arrivare gli effluvi delle grigliate di pesce, come resistere? Giu' a prenotare!
Peccato che durante il tragitto, circa 100 metri, il Tomos decida di entrare in sciopero. Vabbe', andiamo a remi, fissiamo 18 coperti per le 21.30 e ci dedichiamo al Bellavista (vedi cambusa).
Il gestore della trattoria da Idro esordisce cosi': "Ne avete calamari?" "No, calamari in questa stagione sono solo con ghiaccio, no freschi. Adesso spigole e orate. Va bene?" Dopo una lunga attesa alla luce della lampadona a gas ci arrivano alcuni abbondanti vassoi di pesci di proporzioni incredibili, freschi e cotti alla perfezione. Un trionfo per il signor Idro. Bravo! L'unico difetto e' il vino, ma ormai abbiamo imparato che bisogna bere birra...


mercoledi' 5 agosto - Ecco la Bora

Ci svegliamo con un simpatico sciabordio sulla fiancata. Rumore d'onda. Fuori c'e' un bello spettacolo. Sta montando un venticello da Est ben teso, la rada si sta svuotando rapidamente con le barche in fuga precipitosa ... Saltiamo la colazione, sich, e cominciamo a mettere in azione i mezzi da sbarco per togliere tutta la ferraglia messa giu' poche ore prima.
Ne usciamo alla grande, e puntiamo al Marina di Piskera, con l'idea di sbaffarci la colazione con calma, fare acqua e qualche acquisto di roba fresca e intanto decidere dove andare. Mentre veleggiamo verso Piskera continuiamo a ridurre tela. Aumenta di continuo, bello rafficato specie in prossimita' dei canali fra le isole. All'ingresso del Marina c'e' un bel posto in testa al pontile, perfetto per noi, ma un omino ci fa segno di proseguire, sempre piu' dentro, sempre piu' stretto, con le raffiche al traverso...
Ci indicano un posto del cavolo nella parte piu' interna di una banchina, noi fessi c'infiliamo, appena giriamo la prua per fare la retro ci arriva un bel rafficone che ci sposta di qualche metro, retro, retro, marcia avanti, retro... la prua non torna piu' su' ... "Ragazzi, siamo a canale!" (tradotto dal codognese stretto: si va a scogli) Invece Mario inventa una manovra alternativa: pelo agli scogli, sgasata paurosa in avanti e passaggio con la fiancata ad un centimetro dalla banchina, dove alcuni simpatici colleghi ben piantati c'impediscono di sbattere.
Il genio del Marina di passa una trappa, noi gli diamo un paio di cime ed alandoci in tre (schiene nuove) finalmente assumiamo una posizione decente. Nel frattempo i nostri soci hanno commesso lo stesso errore. Guidati da un altro Piskerese si infilano nel budello successivo al nostro, appena arriva il rafficone la barca abbatte, e una simpatica trappa ben tesa s'infila fra bulbo ed elica ... Bella roba! Ragnatela di cime per impedire danni piu' seri ed immersione ... Finalmente i geni del Marina si rendono conto che governare li' dentro e' piuttosto dura, e salgono sui gommoni.
Tenendo su' le prue e' tutto piu' facile e le barche che arrivano dopo piu' o meno riescono a piazzarsi senza troppi danni.
Intanto la Bora aumenta, noi siamo piuttosto cottarelli anche se e' solo mattina e prendiamo la storica decisione di fermarci li'. L'idea di rimettersi a manovrare non e' proprio invitante...
Nel frattempo scopriamo le amenita' di Piskera. L'acqua in banchina e' razionata. In teoria c'e' dalle 8 alle 10 del mattino, ma un paio di barche che sono li' da due giorni (che ci staranno a fare?) confermano che non ne hanno mai avuta. La 220 e' pure razionata ad ore, lo spaccio se c'e' Bora non riceve rifornimenti e in poche ore finisce tutta la roba fresca. L'unico telefono non prende la linea con l'Italia, i Gsm pure.
Per finire una simpatica fanciulla in divisa ci viene a chiedere il pedaggio. "Ma abbiamo gia' pagato il porto!" "Questo e' il biglietto per il parco" "L'abbiamo pagato a Telascica!" "E' un altro parco. Siete nel Kornati National Park, il biglietto vale tre giorni poi dovete ripagare.... ". Sara'...
Comunque Piskera e' un posto splendido, ci mettiamo il cuore in pace e cerchiamo un buon posto per fare il bagno. Il versante dell'isola che da verso il mare aperto e' una ripida scogliera, pero' sottovento. Alla fine troviamo uno scoglio da tuffi, rigorosamente scarpe ai piedi, perche' la risalita e' autentico free climbing su rocce-coltello. L'acqua e' gelida e il fondale scende negli abissi.
A pranzo (ore 16) Mario ci serve uno strepitoso risotto ai funghi porcini; il caffe' ce lo beviamo in pozzetto fra raffiche da paura. Purtroppo lo spettacolo e' anche triste. C'e' una processione di barche che entrano nel canale sperando in un ormeggio sicuro, e invece i posti sono finiti. Qualcuno prova a dare ancora sottocosta all'imboccatura, che e' piuttosto ampia, ma servono cime a terra perche' gran parte delle ancore arano di brutto. Entra anche una bella randa iper-stracciata legata alla meglio all'albero. Potenza dei rollaranda...che brutto vedere!
Ormai e' notte, in giro non c'e' piu' nessuno, la Bora soffia come sempre bella tosta. I nostri soci, dopo l'avventura della trappa malefica si sono ormeggiati al primo posto esterno di una banchina. Sono sopravvento a tutti, sicuramente ben arieggiati per la notte. Ci invitano per il gradito aperitivo (orari spagnoli). Tra un sorso e un pistacchietto facciamo i soliti commenti da lupi di mare... "Con un ormeggio cosi' c'e' di bello che di notte non ti sbatte contro nessuno".
Parole sante. Tempo 10 minuti e siamo richiamati tutti fuori da urla e smotorate. Un ferro da stiro croato sta arrivando a tutta manetta contro di noi ... e' pazzo ... si affianca alla testa della banchina all'inglese ... sopravvento! Scende al volo un omarello completamente nudo (!) ma con i calzari di neoprene ... nel tentare di tenere la barca lontana dalla banchina finisce anche in acqua, non si capisce un tubo di quello che dice. Ha la poppa che picchia con quella dei nostri soci (parabordi presto!) e la prua che sfrega contro la barca dalla parte opposta. Siano almeno in 10 a tenerlo a braccia lontano dalla banchina, ma e' una lotta immane. Finalmente arrivano i parabordi, scattano cime di qua e di la', e il motoscafozzo trova un suo equilibrio ovviamente spiaccicato contro il pontile. Il moto-croato-nudista, che nel frattempo ha indossato un costumino, riacquista l'uso della parola, ci mostra il suo equipaggio formato da moglie e due figlie, impietrite dallo shock in pozzetto, e ci narra la sua storia.
Era all'ancora in una rada da quelle parti (?), ormai al tramonto ha iniziato ad arare inesorabilmente verso gli scogli, e' fuggito via terrorizzato tra un rafficone e l'altro ... ed e' giunto li'... alla salute!


Giovedi' 6 agosto 1998 - inchiodati

Ci svegliamo con le solite rafficozze. Un orecchio al meteo italiano (68 - che bella invenzione), passiamo a Split Radio (67 - che inglese infame...), facciamo un salto all'ufficio del Marina dove un foglio a mano segnala avvisi di burrasca e temporali forza 6-7. Non siamo eroi, l'esperienza dell'equipaggio e' quella che e' ... decidiamo di rimanere inchiodati un altro giorno, all'insegna della prudenza.
I nostri soci invece vogliono godersi lo spettacolo, partono a scheggia direzione Rogoznica. Ci separiamo con la promessa di ritrovarci al piu' tardi a Split il sabato, dove dobbiamo raccogliere Serena ed incontrare un po' di amici.
Esplorando i pochi metri quadrati di Piskera scopriamo un pezzo di scogliera piu' accessibile. Inoltre, per la gioia delle mamme, in cima al cocuzzolo ogni tanto i cellulari prendono Cronet. Qualche bel granchio peloso e una tonnellata di lumachine sono un ottimo sugo per i nostri spaghetti.
Nel pomeriggio la Bora incomincia a calare, ci viene voglia di partire, poi rinviamo alla mattina successiva all'alba, con l'idea di agguantare subito i soci verso Solta. Il problema e' che abbiamo finito la riserva d'acqua, e in banchina scende una goccia. Cosi' ci facciamo le schiene nuove portando in barca 250 L. d'acqua prelevata nei bagni a suon di taniche da 25 litri. L'idea piace a molti altri, ci viene un bel traffico di proto-sherpa, ma verso sera i Piskeresi scoprono il traffico e mettono uno scagnozzo a vigilare sui bagni. Per noi comunque la missione e' compiuta...
Nel frattempo e' stata decretata la morte ufficiale del Tomos. Seppur smontato completamente la diagnosi e' senza scampo. Alla candela non arriva piu' elettricita', il cuore elettrico del rottame yugoslavo e' assolutamente inaccessibile con gli scarni attrezzi di cui disponiamo. Chiamiamo Andis Charter, che ci dice di farlo aggiustare e di intestargli la fattura. Bravo. Ci proveremo a Split.


Venerdi' 7 agosto 1998 - Via!

Alle 6 del mattino io e Mario siamo in pozzetto. Non abbiamo bisogno di parlare. C'e' poca arie, motore, via le cime, la trappa e siamo in mare. Quando il resto della banda si sveglia il deserto di Piskera e' gia' un ricordo.
C'e' un bel venticello al traverso, fuori tutta la tela e si pedala a 5-6 nodi. Bellissimo! Uscendo dalla copertura delle isole inaspettatamente cala, poi gira dietro e diventa NW, quindi su' il bambino e si tornano a macinare miglia. Sentiamo i soci per radio, e concordiamo di incontrarci in terraferma a Stari Trogir, per bagno e pranzo. Per comunicare sul 72 bisogna lottare a gomitate con crucchi e chiaccheroni ...
Quando arriviamo sul posto, carino ma con troppe brutte case sulla costa, il venticello ha rinforzato. Ancora, minipacchetto e bagno. Siamo un po' cotti ed affamati, ma la voglia di mettere in padella qualcosa che sa di pesce e' forte; cosi' prima della pappa io ed Arrigo ci muniamo di arpione e facciamo un giretto attorno ad un grosso isolotto scoglioso li' vicino. Quando finiamo il giro, ovviamente a mani vuote, sorpresa ... le barche non ci son piu'! Anzi, ci sono, ma lontanissime, e con gente che armeggia in coperta, scioglie cime e recupera ancore spedate ... Finalmente ci vengono a prendere, il pranzetto salta, trasformato in frettoloso buffet freddo e ventoso, quindi puntiamo verso Solta, ovvero poppa piena e belle onde da "occhio alla stramba". Per la notte c'ispira Uvala Sesula, un fiordo che sulla carta appare iper-protetto.
L'imboccatura e' molto carina, c'e' un bel verde sulle rive, e noi troviamo un po' di posto in fondo. Qui in realta' sembra d'essere in un porto canale, il fondale e' fangoso, l'acqua e' ferma ed e' pieno di corpi morti usati da pescatori del posto. Quando ci apprestiamo a dare ancora scopriamo con sgomento che il salpancore non funziona piu', fa uno strano rumore e salta uno dei misteriosi salvavita della centralina elettrica. Ormai siamo li', i soci hanno dato ancora e cime a terra, quindi ci appoggiamo su di loro e cerchiamo un modo per bypassare il problema senza troppa fatica... cioe' prendiamo a prestito il blocco di cemento di un pescatore ... che pero' quando rientra non e' affatto contento, minaccia di affettarci cime e qualcos'altro ... cosi' ci affidiamo ad una classica ancorina di rispetto. Alla fine otteniamo una bella ragnatela di cime ed ancore, nonche' un ottimo campo da water-volley con tanto di rete ben tesa. E' subito derby, urla e tifo che fanno inorridire i tedeschi li' vicino, autentiche mummie del mare. Se ne stanno in pozzetto tutta la serata senza spiaccicare verbo ... come noi...


Sabato 8 agosto 1998 - verso Split

La mattina non c'e' un filo d'aria. Smotoriamo un po' e poi di fermiamo nell'ansa di Necuyam, a N di Solta. Il posto non e' brutto, molto verde a terra, qualche casa.
Ne approfittiamo per la rivincita a water-volley ed un pranzetto in attesa del vento. Nel pomeriggio finalmente qualcosa si muove, puntiamo dritti a Spalato con il sogno della notte "mondana" della vacanza. E' tutto lasco-traverso, un interminabile ingaggio a suon di orzate sotto spy.
Quando arriviamo davanti a Split il cielo si e' fatto nero, facciamo giusto in tempo ad ormeggiare nel Marina ACY con le prime raffichette da temporale, poi pioggia e vento da groppo. Per prima cosa cerchiamo un meccanico per il Tomos, visto che il salpancore nel frattempo sembra resuscitato. Ovviamente il sabato pomeriggio (e la domenica) non c'e' proprio nulla di aperto (sich). Quindi il tender ce lo teniamo a remi e morta li'.
La sera c'incontriamo con un paio d'amici del posto, che ci guidano in un simpatico ristorante (ai campi da tennis - menu' anche in italiano) dove letteralmente ci uccidiamo di pesce: porzioni immense di datteri, calamari, scampi, branzini, orate, risotti ... un trionfo di sapori, a 55 sakkini circa a testa. Per smaltire due salti in una disco di tendenza ... molto croata... Al rientro in Marina ci attende una bella sorpresa. Abbiamo lasciato il frigo acceso con la 220 portata in barca, ma la batteria di servizio e' praticamente morta. Non vanno nemmeno piu' le luci interne. E la corrente in barca c'e'! Vabbe', ci penseremo domani...


Domenica 9 agosto 1998 - Serena, o quasi

Quando ci svegliamo e' tornato il sole, c'e' un caldo torrido e Serena ci ha raggiunto dall'Italia. Porta in dote un bel salamino mantovano fatto in casa, quindi l'accogliamo con doppio piacere...
In compenso iniziano i dolori della giornata. Individuiamo il problema elettrico. Si tratta della morte del caricabatterie. Gli arriva tensione dalla rete ma si rifiuta di caricare. Probabilmente e' saltato un fusibile della sua scheda interna. Non ci sono officine aperte, quindi decidiamo di partire velocemente da Spalato e dai vizi della citta'. Dovremo smotorare un po' per ripristinare la batteria, ma tanto non c'e' un filo l'aria.
In navigazione si fanno sentire gli effetti della notte brava. Andrea dimagrisce di qualche kilo pasturando ripetutamente alla traina (ma senza risultati sul versante pescatorio), Michela improvvisamente si riempie di bolle e deve rimpinzarsi di pilloloni per non impazzire di prurito. Per fortuna a sera tutti i malanni saranno un lontano ricordo. Il tender invece segue le sorti del suo motore. Seppur inutilizzato a prua decide di forarsi, naturalmente nella inguaribile cucitura di una valvola. Ne faremo a meno per il resto della vacanza...
Ci sistemiamo a Tiha, una bellissima rada a N di Hvar nel golfo che porta a Starigrad. C'e' un buon fondo di sabbia, piazziamo un paio di cime a terra e prepariamo il solito pacchetto notturno. Aperitivo con bruschette e crostini caldi, poi spaghetti alle vongole, tante stelle e infine la luna.


Lunedi' 10 agosto 1998 - la fregatura di Bol

Federica e Barbara hanno fatto incetta di opuscoli sulle amenita' della Croazia. Ovunque si cita l'indimenticabile spiaggia di Bol. E' sulla costa S di Brac, non possiamo che accontentarle ...
Purtroppo e' un bidone tremendo, gia' da lontano si vedono le sinistre forme dei para-sailing; la spiaggia ha una densita' umana raccapricciante. Riccione in confronto e' un'oasi di pace... In piu' motoscafi rombanti, bagnanti ovunque e vento scomodo per ancorarsi in fondali oltre i 12 metri sopravvento alla costa...
Comunque ormai siamo li', e' ora di pranzo, ci godiamo lo spettacolo di qualche "Lupo di mare" che s'accontenta di pochi metri di catena ed ara alla velocita' della luce ... finendo in spiaggia!
Durante la siesta maturiamo una bell'idea: il meteo e' buono, la voglia di vela tanta, perche' non partire per un tappone notte compresa? Alle 16.30 leviamo le ancore, ed e' subito bolina tosta nel canale fra Brac e Hvar. Sul piu' bello Michela scende di sotto e ... "C'e' il bagno tutto allagato!" Le valvole sono chiuse, che cavolo e'? Sull'altro bordo e' la stessa solfa, cominciamo a temere che il buon Elan non sopporti la falchetta in acqua. Una chiamata ai nostri soci svela il mistero. Hanno avuto lo stesso problema e hanno scoperto altre due (!) valvole imboscate dietro ad un pannello in dinette e sotto alla seduta del carteggio! Cosi' fa un totale di 8 rubinetti da chiudere ogni bolina...
Poco prima del tramonto ci mettiamo in cappa per un bagno e la cena. In mare ci siamo solo noi; mentre pasteggiamo con penne allo scoglio (grazie Michela e Serena) decine di delfini ci fanno visita e si esibiscono in salti e piroette. E' la notte di S.Lorenzo, la luna arriva tardi e col primo buio inizia la caccia alle stelle. Purtroppo anche il vento se ne va a dormire, almeno per un po', quindi motore avanti tutta. Verso le 11 ritorna una brezzolina, purtroppo nel muso. Pero' ne vale la pena, sacrifichiamo la velocita' e pianifichiamo un po' di turni per non ritrovarci tutti cotti.
Alle 4 del mattino, nuovamente a motore, entriamo nel nuovissimo Marina di Rogoznica. Un bello slalom fra gli isolotti per entrare poi il meritato ormeggio. Panino, birretta e buonanotte a tutti.

Martedi' 11 agosto 1998 - verso le cascate

Continuiamo a risalire a N, puntando a Sibenik ed al lago Proklian per un'altra visita da depliants pubblicitario. E' una bella bolina a 4-5 nodi tutta tela. Godiamo come matti. Siccome fa anche caldo brevettiamo qualche nuova traina da bagno.
La versione del giorno consiste in una cima attaccata ad entrambi i lati dello specchio di poppa che porta legati in mezzo due grossi parabordi/bracciolo scorrevoli. Si afferrano i due braccioli e ci si fa trainare anche in velocita' con notevole effetto idro-massaggiante. Nel frattempo i compari possono sguazzare nello spazio antistante passando come delfini (quasi) da un lato all'altro della cima. Per il bagnetto vero ci fermiamo nelle gelide acque di Tmara. C'e' una corrente talmente forte che la barca all'ancora si posiziona con il vento al traverso!
Quando ripartiamo il vento e' aumentato ancora, nel canale tra Zlarin e la terraferma dobbiamo ritirare parecchia tela e per la prima volta ci prendiamo anche qualche spruzzo in coperta... Al tramonto siamo nel fiordo del fiume Krka, smotoriamo solitari fra paesaggi incredibili e ormai al buio arriviamo a Skradin.
Il Marina ACY e' strapieno, idem il tratto di fiume antistante (ma il portolano non diceva ancoraggio proibito?). Noi c'infiliamo in un buchetto vicino a riva dando ancora nel fiume e cime a terra. Siamo veramente cotti, voglia di cucinare 0 quindi ci inoltriamo nella boscaglia per una spedizione gastronomica. Le specialita' del posto sono i molluschi coltivati in quantita' nel fiume. Purtroppo i nostri non sembrano particolarmente saporiti. Ci rifacciamo con la prima frittura della vacanza.


Mercoledi' 12 agosto 1998 - fuga dalle masse

Il risveglio e' drammatico. Sciami di vespe infestano ogni angolo sopra e sotto coperta. Fa un caldo boia, non si muove un filo d'aria e orde selvagge di motoscafi, gommoni, barchini e moto d'acqua arrivano a fiotti verso di noi. Col calore, dalle acque dolciastre si leva un puzzo schifoso. Scrocchiamo una doccia nei nuovissimi servizi del Marina, poi scatta la decisione storica: fuga dalla Krka, al diavolo le cascate! I nostri soci non rinunciano, ci ritroveremo per la notte, obiettivo Kakan, vicino a Kaprje.
Usciti da Sibeniko ci attende la lieta novella: bell'aria da NW, bolina e slalom fra le isole, finalmente trainando della lenza ... Sono ormai 12 giorni che qua e la' buttiamo giu' la traina, ma di pesce nemmeno l'ombra. Le battutacce all'indirizzo del pescatore di bordo (il sottoscritto) ormai non si contano... Improvvisamente la frizione del mulinello incomincia a fischiare. "La traina, la traina!" "Va in cappa, presto!" "C'e' qualcosa!" "Si', ma e' piccolo" "Eccolo laggiu', luccica" "Prepara la foto" "E' un tonno?" Si', e' un bel tonno in scatola Rio Mare che i simpaticoni (Luca e Andrea ... a buon rendere) hanno attaccato alla lenza!
Gia' che siamo in cappa ne approfittiamo per farci due penne e un paio di bottiglie (per dimenticare...), poi ripartiamo. "Foglia, ma non la ributti la traina?" "Hai ragione, tieni il timone va', che la rimetto...(fiele)" Tempo dieci minuti e la vendetta si compie. La frizione fischia di nuovo, facce sbigottite, chi e' stato? "Stavolta mi arrabbio ehh!" E' un tonnetto vero, che mosso da compassione ha azzannato l'ondulante. Grazie amico. Lo priviamo anche della sofferenza della cottura, diviene un delizioso Sushi che ci sbaffiamo con l'aperitivo.
Kakan e' un posto stupendo. Acqua limpida e bel ridosso. Gia' che ci siamo peschiamo un'occhiatona da aggiungere al sugo per la pasta e compriamo dai pescatori del posto qualche polipo fresco. Gran serata, ottima cena e bagnetto notturno un po' etilico.


Giovedi' 13 agosto 1998 - vacanze romane

Incredibile, per la prima volta riusciamo ad accordarci con gli amici romani di Michela. E' una settimana che c'inseguiamo fra Gsm che non prendono, segreterie telefoniche, canale 72 intasato e avarie del loro catamarano... Finalmente c'incontreremo. Appuntamento serale a Sv Ante, su Pasman, lungo la rotta del nostro ritorno. Purtroppo non c'e' una bava i vento, il mare di Murter ce lo sciroppiamo tutto a motore.
A pranzo ci fermiamo in una rada sotto a Vrgada, dove c'e' un'incredibile macchia 5 metri per 5 di sabbia bianchissima stile Maddalena ... Ovviamente 4 simpatici gommo-motoscafari hanno pensato bene di fermarsi proprio li' sopra, quindi non ce la godiamo troppo... Poco prima del tramonto arriviamo a Sv Ante, bella caletta con un'incredibile sorpresa. La baia e' praticamente vuota, ma e' piena di corpi morti quasi invisibili, perche' le cime sono attaccate a bottiglie di plastica trasparente! Occhio le eliche... Per la prima volta nella vacanza facciamo a meno della Bruce e ci portiamo a bordo una bella cimotta conchigliosa.
I CM sono cosi' vicini fra loro che possiamo permetterci un pacchetto a 3 con il catamarano dei nuovi amici romani. E' la nostra ultima notte in rada. Abbiamo promesso di finire tutto l'alcol di bordo, quindi inizia la festa, e i volontari non mancano. Gli ampi spazi del cat si prestano perfettamente. Salotto fresco sul trampolino di prua, bar a poppa, amache ... quasi quasi ne proviamo uno la prossima vacanza. Gran serata comunque!


Venerdi' 14 agosto 1998 - ultimo bagno

Abbiamo appuntamento per il check out alle 18.30. Ci sta un bel bagno dalle parti di Biograd, purtroppo bisogna smotorare... e movimentare il trasferimento In un recondito gavone giacciono putridi avanzi di cetrioli, melanzane, peperoni, zucchine e biscotti abbandonati... che spreco ... non ci resta che trasformare il tutto in munizioni per un attacco piratesco!
Il cat ci vede improvvisamente girare a 180°, passare a pelo... ed e' la guerra! Vale tutto. Al secondo passaggio le secchiate d'acqua sopra ai biscotti decretano il nostro trionfo.
Il pozzetto del cat e' un ammasso di melma scivolosa. Perdono amici, ma lo rifaremmo ancora...alla prossima!

La cambusa "italiana" per le 2 settimane

Cambusa di base per 14 gg: 14 colazioni, 14 pasti e 9 cene (i.e. 5 al ristorante)

Colazione

Thè 3 confezioni bustine
Caffè 1 Kg in polvere + 2 confezioni grandi Nescafè
Camomilla 1 confezione in bustine
Biscotti 8 confezioni grandi assortite
5 pacchi grandi fette biscottate
5 barattoli marmellata
5 barattoli grandi nutella
2 barattoli miele
8 confezioni da sei merendine
Latte a lunga conservazione: 16 litri in confezioni piccole da 500 ml
Latte condensato 2 tubi
Zucchero: 2 kg
cioccolata: 10 tavolette

Cucina

5 kg spaghetti
5 kg penne o altro
8 buste pasta liofilizzata
8 buste riso liofilizzato 4 funghi 4 alla milanese
8 buste minestre liofilizzate
10 confezioni sugo pomodoro (medie)
6 confezioni pesto
aromi (origano, rosmarino,salvia, basilico)
pepe e peperoncino
olio extravergine di oliva 3 litri (in lattina)
aceto 1 bottiglia
panna per cucinare:
4 confezioni sale grosso:
4 pacchi sale fino:
2 pacchi aglio liofilizzato:
1 cipolla liofilizzata:
1 funghi secchi:
2 confezioni prezzemolo liofilizzato:
dadi per brodo:
2 confezioni succo di limone:
2 capperi: senape:
2 maionese:
3 salsa alle olive: 2barattoli

Salumi, Formaggi & Contorni

pancetta sotto vuoto a dadini: 2 confezioni
uova: 18.
formaggi sotto vuoto: parmigiano 8 confezioni da circa 1/2 kg
caciotta 2
ementhal 4 confezioni salami (fatti in casa): 3 mezza coppa
1 mortadella piccola
prosciutto crudo: 6 confezioni
prosciutto cotto: 6 confezioni
olive: 2 lattine o barattoli per insalatona + 4 per stuzzichini
piselli in lattina: 8 lattine
fagioli in lattina: 6 lattine
tonno in scatola sott'olio: 16
scatolette grandi simmenthal: 16 scatolette

Verdura

zucchine: 2 sacchetti da 1/2 kg
cipolle: almeno 8
aglio: 4
pomodori freschi: 2kg
limoni freschi: 10
patate: 2 sacchetti da 1 kg
melanzane: 2 sacchetti da 1/2 kg
peperoni: 1 sacchetti da 1/2 kg
sedano fresco: 1
verza o cavolo cappuccio: 1
trevisana 1
carote: 15

Frutta

frutta disidratata: 4 confezioni di mele
4 banane o altro
frutta sciroppata: 4 confezioni grandi macedonia
frutta secca: noci e mandorle
Frutta fresca: Mele: 10
Arance: 10
Pompelmi: 4

Aperitivo

8 confezioni patatine

6 confezioni patatine rustiche o altro
noccioline pistacchi acciughe

Pane

6 confezioni pancarre' morbido
4 confezioni grandi piadine:
5 confezioni pane secco tipo sardo
4 confezioni creckers

Altro

scottex 12 rotoli
carta igienica 24 rotoli
detersivi per piatti 1 bottiglia
VIM: 1 confezione
4 spugne
4 strofinacci
2 presine
1 confezione paglietta 3
confezioni sapone liquido
4 barattoli (portarli da casa) per sale o avanzi sugo etc etc
15 sacchi spazzatura (medie dimensioni)
Caffettiera da sei

Bevande

Acqua minerale naturale ( bottiglie plastica da 1,5 litri): 60
Vino : 30 bottiglie
(20 rosse + 10 bianche)
Bellavista: 14 bottiglie
Birra: 72 lattine
Aranciata amara: 24 lattine
Cocacola: 24 lattine
Succhi di frutta: 15 confezioni da litro

Superalcolici

1 gin
2 Rhum
1 grappa
1 wiskey
2 campari
1 crema al whishy


CLAUDIO FORGHIERI